Otto milioni per l’artistico

Via libera a 8 milioni per ampliare il liceo artistico di Treviso. Fondi da bilancio e vendita quote Acantho. Bando lavori atteso nei prossimi mesi.

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Personale scolastico

Otto milioni per l’artistico

La Provincia sblocca i fondi: il 30% arriva dalla vendita di Acantho ad Ascopiave
Ora si attende il bando. Plauso di Marcon e di Conte: «Nuova era per la scuola»

Federico de Wolanski

Sono passati esattamente due anni da quel lunedì 17 aprile 2023 quando la Provincia organizzò la simbolica consegna delle chiavi dell’edificio ex Poste in via Santa Caterina, destinato a diventare una nuova ala del liceo artistico. Il progetto, pur introdotto da saggi, studi, valutazioni fatte nel corso di questi mesi, è rimasto ai blocchi di partenza fino a ieri quando l’assemblea dei sindaci ha votato unanimità il rendiconto 2024 dando il disco verde allo stanziamento di 8 milioni per il restauro dell’edificio. Ora si tratta di iniziare, davvero.

La partita economica

La provincia è riuscita a raccogliere tutti i fondi rastrellando risorse proprie e unendo a queste l’incasso della recente operazione di alienazione delle quote Acantho. La società aveva per oggetto sociale la progettazione, lo sviluppo, la commercializzazione , l’erogazione e l’assistenza di servizi integrati di telecomunicazioni. Dal 2023 è stata assorbita da Asco TLC S.p.A. operante nello stesso settore, e l’offerta d’acquisto delle quote (messe a bando per 3.356.000 euro) è arrivata dalla controllata Ascopiave, unica a partecipare al bando provinciale chiusosi con l’assegnazione a febbraio. Soldi freschi in cassa che il Sant’Artemio ha subito indirizzato all’artistico per il quale, mesi fa, si pensava a un bando di gara per lavori che mettesse sul piano anche l’immobile dell’ex Brefotrofio (l’immobile verrà invece venduto a parte destinando semmai gli incassi al cantiere).«Un grande risultato che porterà beneficio al capoluogo e alle nuove generazioni di studenti» ha detto ieri il presidente della provincia Stefano Marcon.

Il plauso del Comune

A promuovere il voto dei sindaci e l’avvio – finalmente – dell’operazione per l’artistico ex Poste è stata anche il primo cittadino del capoluogo Mario Conte: «Un investimento strategico per la nostra città e per i nostri ragazzi», ha detto ieri «che rappresenta un passo concreto verso una scuola sempre più moderna e accessibile, con ambienti rinnovati funzionali che costituiscono il presupposto per un’offerta formativa sempre più ricca. Il recupero dell’edificio dell’ex Poste è un’opera che valorizza il patrimonio architettonico del nostro centro storico e che restituirà alla città una scuola più bella più efficiente e costruita secondo i più moderni ed elevati standard di sostenibilità». Di lì in ringraziamento a Marcon, ma anche al consigliere provinciale Roberto Borsato e all’ex Giancarlo Da Tos «con cui è iniziato questo progetto». Ora si tratta di capire in che tempi la provincia pubblicherà il bando per la realizzazione del restauro che si spera possa rendere l’edificio tra via Santa Caterina e via Carlo Alberto fruibili un massimo di due anni di cantiere.

I numeri delle scuole

Nel rendiconto 2024 sì si mettono nero su bianco investimenti che hanno superato i 20 milioni, «mentre ammontavano a ben 257 milioni comprensivi dal 2017, post riforma della provincie Delrio“, sottolinea con soddisfazione il presidente Marcon a voler dimostrare che nonostante i tagli, la provincia è riuscita a svolgere il suo ruolo di player di primo livello nelle sue funzioni fondamentali, prima fra tutte l’edilizia scolastica. Oltre 112 milioni investiti nel piano di riqualificazione del patrimonio di edilizia scolastica superiore, grazie anche alla spinta del Pnrr «che ci ha permesso di intercettare ben 68 milioni di euro a cui abbiamo aggiunto risorse proprie e risorse provenienti da fondi Covid, conto termico, mutui Bei, ed altro», a sottolineato ancora la relazione ai sindaci, affrontando anche il caro prezzi dell’edilizia. In aula l’elenco dei principali interventi e cantieri in corso, la nuova succursale del Canova di Treviso a Ca’ del Galletto, l’Itis Barsanti di Castelfranco, l’efficientamento dell’IS Galilei, l’accorpamento dell’Ipsia Pinotti di Conegliano, l’efficientamento del Sansovino e del Cerletti di Oderzo, l’ampliamento del Planck di Villorba, l’IS Casagrande di Pieve di Soligo e l’Einaudi Scarpa e Maffioli di Montebelluna e la nuova sede del Città della Vittoria a Vittorio Veneto

© Articolo tratto da Tribuna di Treviso – 17 Aprile 2025 

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